Louises Will

“Louises Will è un nome d’arte che significa letteralmente “la volontà di Luisa”, un nome che richiama la sua volontà di creare. Nata a Pisa subito dopo il liceo scientifico si trasferisce a Milano per frequentare il corso di Design della Moda presso il Politecnico di Milano. Prosegue la sua carriera artistica a Londra, dove si laurea in MFA Fine Art presso la University of the Arts of London. Durante i due anni di studio in Inghilterra Louise partecipa a diverse esposizioni collettive in galleria londinesi, e terminati i suoi studi rientra in Italia e svolge la sua prima mostra personale al Cantiere San Bernardo a Pisa nel Febbraio del 2022. Tra le sue fonti di ispirazione figura Gino De Dominicis, artista e filosofo italiano attivo negli anni ’70. Egli fonda interamente la sua ricerca sul problema della morte e cerca di risolverlo con le sue opere d’arte. Infatti De Dominicis teorizza che la vita dell’uomo è permeata dalla paura di morire, pensiero che influenza profondamente la ricerca della giovane artista Louises Will, che infatti pensa che la paura di morire generi in ognuno un forte malessere, che si traduce in individualismo e indifferenza nelle scelte quotidiane, motivo del pesante impatto dell’uomo sul pianeta. Non è un caso che un’altra sua fonte di ispirazione sia il lavoro di Olafur Eliasson, artista islandese che basa la sua ricerca sull’ambiente, sui fenomeni naturali, sensoriali e percettivi come la luce e il colore, studiati per come questi possono cambiare la nostra percezione del mondo. Così l’arte può contribuire alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, in un’epoca storica in cui è cruciale il ruolo dell’arte di comunicare e far riflettere sul nostro peso sulla Terra, sul rapporto con gli altri esseri viventi e sul degrado delle risorse.”

dal testo di presentazione della mostra Futuro Retroverso alla f 5.6 Gallery di Massarosa, curata da Virginia Valeri

 

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