Andrea Renda

ANDREA RENDA

ANDREA RENDA

Andrea Renda works using styrofoam shielded by a translucent surface through which appear from tortured surfaces, carved, scratched and etched, rich in color that enhances and multiplies with the refraction of light. The common thread is an ongoing dialogue, sometimes a tune, sometimes a conflict between spirit and matter, between gesture and sign. An attempt at understanding and a representation of reality through action more or less intentional, whose track is a recomposition, mediated by the medium itself protagonist, of instinctive forces unknowingly guided.

An excavation in the matter to work in color. Dig as a metaphor for internal and external research, in itself, as a means of investigation and as a manifestation in unravelling of possible solutions. Digging to find a lost treasure, a hidden paradise of ancient wisdom. Dig and reveal secrets ulcers and sores, wounds impossible to heal until you find the strength to get them naked. Now it’s pure color to dominate jumping between the rugged  wrinkles. Now slivers of glass and metal shine like diamonds or as purifying salt on an open wound. Dig in to understand what we are, to overcome fear or indifference, to search, as in a mine, the shining gold vein and the breath of life

© Maria Teresa Majoli

Andrea Renda lavora utilizzando supporti di polistirolo schermato da una superficie traslucida attraverso la quale appaiono superfici tormentate, scavate, graffiate e incise, dense di colore che si esalta e si moltiplica con la rifrangenza della luce.

Il filo conduttore è un dialogo continuo, talora una sintonia, talora una contrapposizione tra spirito e materia, tra gesto e segno. Un tentativo di comprensione e rappresentazione della realtà attraverso  un’azione più o meno intenzionale, la cui traccia è una ricomposizione, mediata dal mezzo espressivo esso stesso protagonista, di forze istintive inconsapevolmente guidate.

Digging… Uno scavare fisico nella materia per lavorarla nel colore. Scavare come metafora di ricerca, esterna ed interna a sé, come mezzo di indagine e come manifestazione nel dipanarsi delle possibili soluzioni. Scavare per trovare un tesoro perduto, un paradiso nascosto di antica saggezza. Scavare e rivelare ulcere e piaghe, ferite segrete ed impossibili da sanare finché non si trovi la forza di portarle a nudo. Ora è il colore puro a dominare sgorgando tra i solchi rugosi. Ora scaglie di vetro e metallo luccicano come diamanti o come sale purificatore su una ferita aperta. Scavare per comprendere cosa siamo,  per superare paura o indifferenza, per cercare, come in una miniera, il filone lucente ed il respiro della vita.

© Maria Teresa Majoli

Andrea Renda è nato a Piombino nel 1971

Ha iniziato l’attività artistica da circa dieci anni, accostandovisi da autodidatta. E’ partito usando come supporto maglie di cotone per farne regalo agli amici proseguendo poi il suo cammino in modo sempre più attento. La pittura è stata la chiave per esprimere la sua interiorità.

“…. Ogni quadro è uno stato d animo: ricordi o tensioni, inevitabili nel quotidiano, vengono liberati con la pittura gestuale che di per se è uno sfogo. La rabbia per esempio è un’ energia che spesso viene trasformata in azione, talvolta dannosa. L’ action painting è il mezzo che può trasformare un’ emozione difficile in qualcosa di positivo…  … Vorrei uno spettatore che capisca quello che creo, un appassionato un collezionista, non di quadri…di emozioni….”

Le opere che trovate nel Catalogo sono su un supporto di polistirolo al quale si può applicare uno schermo leggero di plexiglass. Attraverso lo schermo trasparente si apprezzano le superfici tormentate, scavate, graffiate e incise. Colate laviche solcano  la materia e lasciano erosioni profonde, dense di colore, esaltate dalla trasparenza e dal riflesso della  lastra che amplifica i giochi di luce. Molto curate, le opere suggeriscono una vigorosa eleganza.

Le opere di Andrea Renda sono in permanenza alla galleria Il Melograno.

Tra gli eventi:

ArtePadova 2015

Double Art 2015/2016 presso il Palazzo Comunale di Siena

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