Claudio Giulianelli

Claudio Giulianelli

“Se devo parlare parlare della mia pittura, del suo significato profondo, del mio fare arte…

… fin da bambino ho disegnato maschere, giullari, clown… io ero ossessionato dalla figura del clown. Poi nel tempo ho cominciato ad approfondire, a studiare… fino a creare questo che è il mio mondo.

Tanti, tanti anni fa ero a scuola, ero alle medie e dietro la cattedra dell’insegnante vi era un poster che faceva vedere le cose più belle che c’erano da visitare in Belgio.

In basso a destra, ricordo perfettamente, c’era l’immagine di un quadro: era un particolare di un quadro di Hieronymus Bosch. Io rimasi incantato, ipnotizzato da questa immagine e dicevo… mamma mia questi pittori moderni cosa riescono a fare, che fantasia…

Poi con il tempo iniziai ad approfondire lo studio di Bosh e capii che era un pittore fiammingo di fine 400. Aveva creato un suo mondo particolare, un mondo simbolico, apparentemente crudele, cruento, popolato di scene di tortura, di mostri, ma questi rappresentavano altro.

La mia pittura prende vita dal Medioevo… molti lo hanno definito un periodo buio, ma per me era un brillare di filosofia e di alchimia.

La mia è una pittura simbolica, ogni cosa ha un suo significato e un suo perchè e si può interpretare ad infiniti livelli.

Dipingo dame, maschere, butrattini e marionette e all’interno potrete trovare più o meno velatamente dei simboli legati all’alchimia.

La dama rappresenta la natura e io la dipingo sempre bellissima, ieratica, che guarda lo spettatore con l’aria di una regina, mentre invece l’uomo lo dipingo sempre piccolino, un burattino, un qualcosa che è in mano alla natura e l’uomo o il burattino cerca di interpretarla, cerca di capirla ed è uno sforzo ummane, è uno sforzo da eroi.

Quando uno parla di Arte intende quella cosa che viene ispirata dalla natura, non proviene dalla mente umana, ma nel caso dal cuore che è in comunione con la divinità.

Soltanto così si possono creare dei capolavori immortali che trascendono la concezione umana. Chi non viene rapito da un quadro di Botticelli, da un quadro di Caravaggio: il nostro cuore palpita, la nostra anima vibra all’unisono.

Vi racconto un piccolo aneddoto.

Molti anni fa io mi recai in Spagna per visitare l’Escorial e vidi il “Cristo che porta la Croce” di Bosh. Mi accostai e rimasi estasiato dalla bellezza del quadro, ma poi piano piano iniziai a sentirmi male perchè mi accorsi che era il quadro che guardava me, non io il quadro.

Questa è la magia dell’arte”

Claudio Giulianelli

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