Mauro Cristofani

“Un artista colmo di problemi e di inquietudini, come deve essere l’artista se vuole essere credibile e non desidera che tutto finisca nel gioco più sterile”

(Dino Carlesi).

Densa di richiami all’Art Nouveau ma anche all’arte greca ed etrusca, la pittura di Mauro Cristofani è ricca di splendidi motivi decorativi e di simboli enigmatici.

Sono fiabe fantastiche che, nate forse da un impulso autobiografico, scavano al fondo di passioni universali. Gli scenari meravigliosi e magici, che hanno la grazia dell’arte classica, accolgono figure mitologiche immerse in mondi lontani nei quali vegetazioni chimeriche si fondono con cieli ed acque irreali. Preziose allegorie, nelle quali il fascino della bellezza si fonde con il desiderio di afferrare l’arcano celato nel meraviglioso.

Talora compaiono figure complesse di “Mostri”, creazioni delle forze misteriose dell’inconscio, del buio segreto delle passioni, in una rappresentazione che pare volerli materializzare per poterne scongiurare la presenza.

Il “Gatto” ha un posto di primo piano. Comparso nella prima opera di Mauro Cristofani, si è evoluto e trasformato nel corso del tempo. Rivestito di corazze, adagiato su cuscini, inafferrabile, affascinante simbolo di ciò che sfugge e rimane desiderio inappagato.

 “Racconti Fantastici” è  il titolo della raccolta di racconti scritti da Mauro Cristofani, una “traduzione letteraria dei dipinti”, accompagnati dalle immagini delle sue opere, nei quali le parole e le figure si uniscono e si rafforzano le une con le altre nella magia e nel sogno.

 Tra gli altri libri ricordiamo “Nadir” e “Gattin gattando” e tra le opere che ha illustrato “Villa Marforia”, di Anonimo Renano; “Una dozzina dispari di rose scarlatte”, di John Rame; “L’incanto di una città”, di Ireneo Lorenzoni; “Settembre in festa”, antologia DI.R.K.A.; “L’anima a quadretti”, di Caterina M. Giannoni.

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